la Caldana
Il sistema geotermico responsabile delle ben note fonti termali di Acqui si inoltra in realtà fino a gran parte del territorio visonese, determinando anche in esso la presenza di diverse fonti solforose e tiepide e, come per le sorgenti acquesi, anche in questo caso la conoscenza e l’uso di queste fonti risalgono a tempi molto antichi.
Un tempo erano molte le sorgenti termali presenti sul territorio. Oggi resta solo la Caldana, antica sorgente nota già in epoca romana e posta nel centro storico meridionale del paese, in prossimità della canonica della chiesa parrocchiale e poco oltre l’edificio del teatro “Opera Regina Pacis”.
Fino alla prima metà del XX secolo era dotata di due vasche a cielo aperto da cui sgorgavano due diverse sorgenti: una calda e una fredda.
Durante la seconda guerra mondiale fu demolita la tramezza che divideva le due sorgenti, cosicché le due acque sorgive si iniziarono a miscelare insieme in un unico effluente. Quindi la vasca venne coperta con una soletta calpestabile, ancora oggi presente.
“Nel comune di Visone, Mandamento di Rivalta d’Acqui, lungi 9 metri ed un quarto a levante della Casa Parrocchiale havvi una sorgente solforosa chiamata la Caldana […], la quale scaturisce in più siti entro una vasca lunga metri 6,16, e lunga 4,11, cinta di muro.
Quest’acqua forma ove scorre un sedimento filamentoso, giallognolo, di natura solforosa, ha un tenue odore epatico, il sapore è leggermente salso. La temperatura ne fu trovata dal Dottore Baldissone in principio di dicembre 1820 di gradi +16, essendo l’atmosfera di gradi +3. Fra le diverse polle racchiuse entro la vasca, le une sono più calde delle altre, di modo che, venendo e prime separate, se ne avrebbe un’acqua d’una temperatura più elevata.
La Caldana di Visone non fu per anco analizzata. Gli abitanti l’adoperano per la cura del gozzo. Il fango, che sta in fondo alla vasca, s’applica con vantaggio sulle estremità dolenti.”